Marxism
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RACISMO EN ESPAÑA



Articulo trattato de LA PADANIA, MILANO, 8 Febbraio 2000
Incidenti dopo l¹omicidio di una giovane
In Spagna barricate contro gli immigrati
di Mauro Bottarelli

El Ejido (Spagna)
Continua la tensione a El Ejido, una cittadina a circa 40 chilometri da Almeria,
nel sud della Spagna, dove lo scorso fine settimana, a seguito degli scontri tra
i residenti e gli extracomunitari, sono rimaste ferite 22 persone, tra cui un
prefetto. Migliaia di persone hanno protestato anche ieri contro la presenza di
immigrati africani nella città Tutto è iniziato sabato, dopo che una ragazza di
26 anni è stata uccisa a pugnalate da un marocchino che aveva tentato di
rapinarla: l¹uomo, descritto come un malato di mente, è stato arrestato.
Ma questo non è bastato a placare la furia della popolazione, che armata di
sbarre di ferro e bastoni ha attaccato il quartiere dove abitano gli immigrati,
devastando i bar e ristoranti da loro gestiti e dato fuoco alle loro automobili.
La notte scorsa, una casa in cui abitano una ventina di immigrati è stata data
alle fiamme. Il ministro degli Interni spagnolo Jaime Mayor Oreja ha invitato
alla calma la popolazione di El Ejido, 52mila abitanti, e ha disposto l¹invio di
500 poliziotti. La polizia ha descritto le manifestazioni come spontanee, "prive
di qualsiasi organizzazione o leader". Nella città del sud della Spagna vivono
circa 11mila immigrati, in regola e clandestini. Una ventina di immigrati
maghrebini si sono rifugiati in un commissariato. Ieri mattina un migliaio di
manifestanti sono nuovamente scesi in piazza nella cittadina. Hanno anche
tentato di forzare l¹ingresso del municipio, ma sono stati respinti dalla
polizia. Altri manifestanti hanno eretto barricate con pneumatici in una strada
statale, bloccando il traffico. Durante i funerali della ragazza è stato ferito
anche un prefetto, aggredito dalla folla che accusa le autorità di non far nulla
per proteggere i cittadini dalle violenze e dai crimini degli immigrati. Il
ministro degli Esteri spagnolo, Abel Matutes si è detto "preoccupato" per quanto
sta avvenendo.
E così, la Spagna del premier Aznar - l¹uomo forte del Ppe che voleva
l¹espulsione dei popolari austraici per l¹accordo con Haider - si trova a fare
in conti con la violenza xenofoba. Quella vera, non quella che mezza Europa è
certa si scatenerà a Vienna nei mesi a venire. Dare lezioni di democrazia e
tolleranza è facile e garantisce belle figure, ma i problemi reali della gente
non sono quelli discussi nei vertici politici: sono altri e ben più gravi. Aznar
chieda agli abitanti di El Ejido se temono Haider, se sono d¹accordo con le
sanzioni Ue e la sospensione di Schussel. Ma, soprattutto, chieda loro se il
giro di vite all¹immigrazione clandestina che il leader carinziano chiede a gran
voce li spaventa quanto spaventa lei...



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