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AUT: Re: (it) more on arrests in Italy



HI Folks
Just all emailing from the University of Calabria, Department of Sociology
and Political Science:  the place where two of our people, Antonino
Campennì, Lecturer of  Sociology   and Anna Curcio, Phd student in Sociology
of Political Movements, both working by  the mentioned Department, have been
arrested and many others prosecuted and investigated. In the middle of the
night, on the 15th November at 2 o' clock, the "Ros", a special group of
police, masked  by black "balaclavas", bursted into their houses bringing
them to be jailed into special prisons. Before doing this, the arrested
people were heavily dragged towards their offices, at University, where
computers and other research's stuff have been confiscated.
Our comrades and colleagues are still accused to be "subversive", to "have
attacked the economic and politic order of the Italian state", to be violent
people and to be threating against the social order.
Since last Friday, the "day of the brutal repression", we are organising
meetings, assemblies and demonstrations. For istance, yesterday night we had
a big  meeting in the city, where some leaders of the Italian social forum
partecipated and we are organising a national assembly on this Friday.
 Our first concern is with making our comrades free as soon as possible. At
the same time, we worry about the other people which are still investigated
and we are afraid about a predictable second blitz. That's why we need all
the international support about our dangerous political situation.
On the following hours we'll be sending you a document to be subscribed as
many people as possible.
In the meanwhile feel free to invent new forms of dissent and partecipation.
THANK YOU
Department of Sociology and Political Science
University of Calabria
Cubo 21 Via Pietro Bucci
87036-Arcavacata di Rende (CS) -Italy
Phone  +39(0)984492514


For Steve: if you want have a look of the incriminating ordinance  see at:
http://www.rainews24.rai.it/ran24/speciali/arresti_noglobal/default.htm

Fax +39(0)984492598



----- Original Message -----
From: "Steve Wright" <pmargin@xxxxxxxxxxxxx>
To: "aut" <aut-op-sy@xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx>
Sent: Sunday, November 17, 2002 8:22 PM
Subject: AUT: (it) more on arrests in Italy


> sorry, I haven't had time to translate this, but it sounds like quite a
> beat up, although with the net cast wider than usual ...
>
> Steve
>
> Il manifesto 16/11/02
>
> Il blitz notturno a volto coperto
>
> L'operazione scattata verso l'una e mezza di notte, alla vigilia delle
> manifestazioni solidali con gli operai Fiat. Gran quantit di
> carabinieri e Digos. A Cosenza il fulcro del blitz, perquisizioni a
> tappeto anche all'Universit. Arresto gentile per Francesco Caruso;
> perquisite anche le case della fidanzata e dei familiari. Il leader dei
> no global napoletani aveva da tempo rotto con le organizzazioni messe
> sotto accusa
>
> ANGELO MASTRANDREA
>
> INVIATO A NAPOLI
>
> L'ultimo messaggio Sms risale alle 21.30 circa dell'altra sera, poche
> ore prima dell'arresto. Recitava pressappoco cos: Ore 5 picchetto con
> gli operai Fiat a Pomigliano. Firmato: l'anonimo e virtuale 4451,
> portavoce elettronico dei Disobbedienti del sud; destinatari:
> giornalisti e attivisti invitati a partecipare all'azione. Era lo
> stratagemma adottato dai Disobbedienti per rendere note le loro
> iniziative dopo la decisione della Rete No global di abolire la figura
> del portavoce e di sfuggire alla personalizzazione del movimento. Mai il
> suo autore (o uno degli autori) avrebbe pensato che poche ore dopo la
> Digos di Benevento sarebbe andato a prelevarlo nell'abitazione della
> fidanzata per trasferirlo nel carcere di massima sicurezza di Trani.
> Cos, insieme a Francesco Caruso sono stati sequestrati lo striscione
> che i Disobbedienti avrebbero dovuto srotolare davanti ai cancelli della
> Fiat e alcuni manifesti della manifestazione nazionale contro la
> Bossi-Fini e i centri di detenzione temporanea per immigrati convocata a
> Torino per il prossimo 30 novembre. Nello stesso momento, in diverse
> citt del Sud (Napoli, Catanzaro, Cosenza, Diamante, Lecce, Reggio
> Calabria, Taranto, Vibo Valentia) scattava il blitz del Ros dei
> carabinieri e della Digos. Uomini mascherati che hanno fatto irruzione
> nelle case, perquisito e sequestrato di tutto, anche libri e innocui
> volantini. E con perquisizioni anche nelle sedi del centro sociale Filo
> Rosso, all'interno dell'universit di Cosenza (che  stato letteralmente
> smantellato, saccheggiato e sigillato) e del collettivo universitario
> dell'Istituto Orientale di Napoli.
>
> Il blitz  cominciato all'1,30 di ieri mattina. Gli agenti sono andati
> sul sicuro, cogliendo di sorpresa gli accusati nelle proprie abitazioni.
> Tutti tranne Lucia Francioso, 27 anni, di Taranto, fuori casa in vacanza
> e subito rientrata per paura di essere considerata latitante.
>
> Ho ricevuto la prima telefonata all'1,40, spiega Simonetta Crisci,
> avvocato difensore di alcuni degli arrestati. Era il tarantino Salvatore
> Stasi, 48 anni. Da quel momento, notte insonne per legali, attivisti,
> amici e parenti degli accusati. Tra questi tre giornalisti e alcuni
> attivisti gi picchiati nella caserma di Bolzaneto durante il G8. Come
> appunto Lucia Francioso, che insieme ai suoi compagni tarantini era
> stata prelevata dal campeggio in cui alloggiava e portata a Bolzaneto,
> la mattina del 21 luglio del 2001, senza aver nemmeno preso parte al
> corteo genovese contro il G8. In seguito, aveva denunciato le violenze
> subte in caserma, identificando anche uno dei presunti torturatori, un
> agente tarantino.
>
> Ma il grosso dell'operazione  avvenuto a Cosenza, con decine di
> perquisizioni, finanche all'interno dell'universit. Anche l
> l'operazione  scattata attorno all'1,30, ed  durata fino alle 8 del
> mattino, quando sono stati presi di mira il centro sociale Filo Rosso e
> il dipartimento di Sociologia dell'universit, dove due degli arrestati,
> Anna Curcio e Antonino Campenn, lavoravano come ricercatori. Nel
> dipartimento sono stati sequestrati anche i computer, di propriet
dell'ateneo.
>
> Uno degli indagati  finito in manette per via di una modica quantit di
> marijuana, mentre ad Antonino Campenn, 37 anni, di Parghelia (Vibo
> Valentia), hanno perquisito oltre che la casa propria, anche quella
> della fidanzata e del padre. A Cosenza risiedono anche una ventina degli
> indagati. Siamo riusciti a raggiungere uno di loro, Francesco: Hanno
> fatto irruzione incappucciati e hanno sequestrato computer, cd, libri
> che facevano riferimento a Genova. Tutta roba che si pu trovare in
> qualsiasi abitazione. Ad alcuni di noi hanno addirittura sfondato le
> porte di casa, mentre il centro sociale Filo Rosso, all'interno
> dell'universit,  invece stato saccheggiato e sigillato, di modo che
> non possiamo nemmeno entrare per vedere cosa  stato portato via.
>
> Ad Anna Curcio, ricercatrice universitaria e collaboratrice della locale
> Radio Ciroma, sono invece state imputate le radiocronache genovesi per
> il circuito di Radio Gap. Giornalisti cosentini sono anche una delle
> figure chiave dell'inchiesta, Francesco Cirillo, 52 anni, di Diamante e
> Claudio Dionesalvi, 31 anni. Il primo  un personaggio abbastanza noto
> negli ambienti della sinistra calabrese: giornalista del Domani della
> Calabria, ex editore e titolare di una libreria, iscritto a Rifondazione
> comunista,  considerato pi un intellettuale che un attivista di
> movimento. Con lui  finito agli arresti domiciliari il figlio
> Emiliano, 23 anni, che era rientrato per fargli visita da Monterotondo
> (Roma), dove lavora da qualche tempo. La sua compagna Lidia Azzarita, 29
> anni,  stata invece fermata a Napoli, dove vive, insieme al fratello
> Marco, portato in caserma e poi rilasciato.
>
> E' proprio lui a raccontare la dinamica dell'arresto, avvenuto a pochi
> metri dalla sede dei Cobas, nei pressi di piazza del Ges: Sono
> arrivati verso l'1,30. Erano agenti del Ros, in borghese e con il
> passamontagna. Hanno perquisito la casa portando via libri e volantini.
> Poi ci hanno trasferiti in caserma, dove hanno notificato l'ordinanza di
> custodia cautelare a mia sorella, che gi aveva subto una
> perquisizione prima del G8 di Genova. Dionesalvi scrive invece per Il
> Quotidiano di Calabria e con Cirillo aveva partecipato, come attivista,
> sia alla manifestazione del 17 marzo del 2001 a Napoli contro il Global
> forum che al Forum sociale di Firenze. Come loro avevano fatto tutti gli
> arrestati, presenti anche, con la rete del Sud ribelle e la Rete no
> global campana, alla manifestazione contro la base Usa di Camp Darby del
> 6 novembre.
>
> A quel corteo non c'erano invece i Disobbedienti e Francesco Caruso,
> dopo che la creazione del Laboratorio meridionale della disobbedienza
> sociale aveva portato a una frattura sia all'interno della Rete No
> global che con quella del Sud ribelle. Al punto che i Disobbedienti non
> avevano aderito nemmeno alla manifestazione di Camp Darby, alla quale
> partecipava invece la Rete No global e il movimento dei disoccupati
> organizzati di Acerra.
>
> La decisione di costituire i disobbedienti del sud era scaturita da
> un'assemblea durante il campeggio dei Giovani comunisti a Policastro
> (Salerno), lo scorso settembre. Anche approfittando dell'assenza dei
> militanti del Sud ribelle (Cobas e centri sociali dell'area antagonista
> meridionale), impegnati in un presidio a Bari contro la Fiera del Levante.
>
> E' solo cos che si spiega lo stupore di Francesco Caruso, ieri notte,
> quando ha intravisto i nomi dei compagni d'accusa, dai quali lo divide
> politicamente lo strappo di Genova prima, con il Sud ribelle finito in
> Piazza da Novi insieme ai Cobas e il resto con i Disobbedienti allo
> stadio Carlini, e quello di quest'estate poi. Caruso  stato arrestato
> in casa della fidanzata a Fisciano, a due passi dall'Universit di
> Salerno, dove la ragazza studia Scienza delle comunicazioni.
>
> E' lei a raccontarci le fasi dell'arresto: Sono arrivati verso l'1,30.
> Erano cinque agenti della Digos di Benevento che conosciamo molto bene.
> Hanno detto a Francesco `devi venire, devi venire', ma senza specificare
> dove e senza mostrare il mandato di cattura n i capi d'accusa. Lui si
> vestito e preparato a seguirli, il clima era abbastanza disteso anche
> perch gli agenti ci conoscevano, e Francesco ha addirittura scherzato
> con loro dicendo `meglio a me che ad altri'. Si  sorpreso solo quando
> ha visto i nomi degli altri accusati, che ha solo frequentato in qualche
> assemblea. Comunque gli agenti hanno cercato di tranquillizzarlo e non
> hanno neppure perquisito la casa.
>
> Quella che  stata perquisita  invece l'auto di Caruso, che solo poche
> ore dopo sarebbe dovuto andare a Pomigliano d'Arco. E pi tardi la casa
> dei genitori a Benevento, che nel frattempo erano stati avvertiti.
> Immediatamente sono stati avvisati anche don Vitaliano della Sala, che
> di Caruso  molto amico, i ragazzi del centro sociale Depistaggio di
> Benevento e quelli dello Ska di Napoli, che si sono precipitati in
> Questura senza per riuscire a incontrarlo. Anzi, non ci siamo nemmeno
> accorti che l'avevano portato via da l.
>
> Prima di finire in cella Caruso  riuscito a far chiamare il suo
> avvocato, il parlamentare del Prc Giovanni Russo Spena, che  anche
> l'ultima persona che  riuscito a sentirlo prima del trasferimento in
> carcere. E che spiega come, prima di riattaccare la cornetta, abbia
> chiesto a compagni e amici di non lasciarlo solo. In giornata, messaggi
> dal carcere sono arrivati tramite un cappellano, don Angelo Cassano, e
> il parlamentare del Prc Niki Vendola, secondo i quali tra gli arrestati
> quello in migliori condizioni psicologiche sarebbe proprio Caruso.
>
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